Category: The House with a Clock in its Walls

“The House with a Clock in Its Walls” – DVD release date and features +Trailer, Still and Interviews

“The House with a Clock in Its Walls” – DVD release date and features +Trailer, Still and Interviews

Hello Everyone!

The release date for “The House with a Clock in its Walls” DVD has been announced, it will be out in Digital on November 27 and in Blu-ray & DVD on December 18.

Among the news of the DVD release date, DVDActive.com has published the details of the DVD content, with a lot of extra material included. Take a look!

Further Details:
Universal Pictures Home Entertainment has announced the Blu-ray Combo Pack (BD/DVD/Digital HD), 4K Ultra HD (4K UHD/BD/Digital HD), and DVD releases of Eli Roth’s The House with a Clock in its Walls.

Blu-ray exclusive extras will include:
Warlocks and Witches – Go behind the scenes with the enchanting cast of The House with a Clock in Its Walls:
Finding Lewis – A look at the casting of Owen Vaccaro
Jack’s Magical Journey – A look at the unique dynamism and magic that Jack Black brings to the character of Jonathan Barnavelt
The Great Cate – The cast discuss Cate Blanchett’s wonderful performance as Florence Zimmerman
[i]The Terrifying Isaac Izard – Watch Kyle MacLachlan’s creepy evolution from living icon to undead-warlock
Movie Magic:
The Ultimate Haunted House – Join filmmakers for a guided tour through the incredible house at the center of the film
Automatons Attack – A behind-the-scenes look at the mechanical horrors involved in this chilling sequence
Pumpkin Puke – Behind the scenes with the cast and an army of spooky, snarling, vomiting pumpkins
Moving Pieces – Filmmakers and cast discuss the amazing clock room set
Baby Jack – A behind-the-scenes look at the creepy Baby Jack sequence
Tick Tock: Bringing the Book to Life – Filmmakers discuss how they adapted the book for the big screen
Eli Roth: Director’s Journals – Director Eli Roth takes viewers behind the scenes:
Candler Mansion
Newnan, GA
The Chair
Comrade Ivan
New Zebedee Elementary
Wrap Day
Owen Goes Behind the Scenes – Armed with his own camera, Owen guides viewers on his own journey behind-the-scenes of the movie:
Around the Set
Behind the Camera
The Big Interview
Downtime on Set
[i]Theme Song Challenge – Eli Roth and the cast are challenged to come up with a theme song for the film
Do You Know Jack Black? – The cast compete with each other to see who knows Jack Black the best
Abracadabra! – Eli Roth performs a magic trick for Owen Vaccaro
Jack Black’s Greatest Fear – Eli Roth and Owen Vaccaro play a prank on Jack Black
The Mighty Wurlitzer – Composer Nathan Barr discusses how he created the film’s unique and distinct score

The other extras, which will be included on 4K UHD, BD, and DVD discs, include:
Alternate Opening and Ending with Commentary by Director Eli Roth and Actor Jack Black available
Deleted Scenes with Commentary by Director Eli Roth and Actor Jack Black available
More Books, Please
A Horrible Practical Joke
Tarby Ditches Lewis
Eat Up
Play for Him
Get Out of the Way
Time Is of the Essence
The Clock That Never Breaks
12 Minutes to Go
Gag Reel
Feature Commentary with Director Eli Roth and Actor Jack Black

Source

Even when we have news on the DVD release date already, the movie is still playing around the globe, meaning that new material is still coming out. We have a new Chinese trailer, new interviews and we have added three posters and stills from the movie to our gallery. Enjoy!

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UPDATE: one more video and a know promotional clip in a different size. Enjoy!

Rome Film Festival – Additional videos

Rome Film Festival  – Additional videos

Hello Everyone!

Today we are bringing more videos from “The House with a Clock in Its Walls” premiere at the Rome Film Festival from last friday. Enjoy!


Wirtschaft

Virgilio

Rai

Rai masterclass

SMTV san marino

Sky news


Rome Film Festival – Additional Content

Rome Film Festival – Additional Content

Hi everyone!

Cate attented four events during the 13th Rome Film Festival. Here are some new content related to this visit to Rome. Enjoy!!!

A margine dei suoi impegni per la presentazione de Il mistero della casa del tempo, la due volte premio Oscar Cate Blanchett ha partecipato a un incontro ravvicinato con il pubblico di RomaFF13.

Il primo film di cui ha parlato Cate Blanchett è stato Il curioso caso di Benjamin Button (David Fincher, 2008).
Mi sento romantica, soprattutto stasera. Ho accettato il film perché sono appassionata di tanti suoi elementi, come lo sceneggiatore Tim Roth, il regista David Fincher e Brad Pitt. Brad era così orrendo che è stato davvero difficile fingere di provare qualcosa per lui (ride, ndr)!. Il mio personaggio e le immagini mi hanno colpita, soprattutto l’ultima scena, con Daisy che guarda morire Benjamin, ormai diventato un infante. Tutte le madri sanno cosa si prova durante quella scena, perché pensano che prima o poi il figlio morirà e loro moriranno. Come ha detto Thomas Stearns Eliot, in my end is my beginning (nella mia fine è il mio principio), questo è il senso.

Il secondo film affrontato da Cate Blanchett è stato Carol (Todd Haynes, 2015)
Durante le attività stampa di Carol, mi sono sorpresa nel ricevere continuamente domande sulla mia sessualità, mentre per altri film non mi avevano mai fatto domande, per esempio, sulle mie capacità psichiche. In me ha suscitato una profonda sorpresa il fatto che il mio genere sessuale fosse improvvisamente diventato un argomento di cui discutere. Interpretare un ruolo secondo me significa creare un punto di vista universale su un personaggio, per cui il mio genere per me non è mai stato un problema, e non lo sarà finché non mi chiuderà una porta. Ci aspettiamo sempre di trovare affinità col personaggio, mentre per me la recitazione è antropologica, perché mi connetto con persone diverse da me e di epoche storiche diverse. Il grande piacere per me è capire cosa muove le persone, cosa le motiva.

Carol per me è stato come un parto d’amore. Avevo letto al liceo il romanzo, ma alcuni anni fa il progetto era molto più difficile, essendo incentrato su due donne lesbiche che non lo nascondevano negli anni ’50, però per fortuna da allora le cose sono cambiate. È stato comunque molto faticoso trovare produttori, ma queste difficoltà sono state un ulteriore incentivo per farlo.

Il successivo film affrontato da Cate Blanchett è stato Bandits (Barry Levinson, 2001), che ha stimolato una riflessione sulle differenze fra il cinema e il teatro
Quando ho iniziato a lavorare non mi sarei mai aspettata di arrivare al cinema. Mi dicevano che avevo 25 anni e che mi dovevo sbrigare perché stavo diventando vecchia. Per fortuna, le cose non funzionano più così. Ho fatto 2 film con la Fox, questo con Levinson e uno con Isabelle Huppert, che sarà su questo palco domani. Penso sia utile passare dal cinema al teatro, perché il teatro ti dà una percezione del pubblico. Uno aiuta l’altro. Il cinema mi ha invece portata a valutare le possibilità delle grandi inquadrature e dei primi piani. Se mi puntassero una pistola alla testa e mi costringessero a scegliere fra i due probabilmente sceglierei il teatro, perché c’è un rapporto visibile col tuo pubblico e perché è un lavoro di squadra.

Nei film, c’è un aspetto letterale, c’è un lavoro di narrativa sul personaggio che offre grande elasticità. Se a teatro vedi una schifezza non ci torni più, mentre al cinema ci vai lo stesso. A teatro però il pubblico è molto più coinvolto e ogni sera è un’esperienza diversa. Il film è un oggetto più compiuto in sé.

Cate Blanchett ha poi parlato di Diario di uno scandalo (Richard Eyre, 2006), nel quale ha lavorato accanto a un mostro sacro come Judi Dench
Judi è fantastica, e quando lavori con attrici di questo calibro il tuo lavoro acquista la qualità dell’altra persona. Quando fai un film che è tratto da un romanzo, non sempre la fedeltà al testo originale aiuta. La scena della lite, per esempio, l’abbiamo dovuta rigirare, e Judi aveva dietro di se una specie di tartaruga per darmi margine per spingerla. Lo sceneggiatore era sempre con noi, tutto è diventato molto fluido e provavamo e riprovavamo le battute. Vi racconto un aneddoto emblematico: a Judi piace molto lavorare a maglia; ha preparato una fodera per il cuscino per il regista Richard Eyre, e ci ha scritto sopra una sfilza di “fanculo”.

A seguire, è stato il turno di Io non sono qui (Todd Haynes, 2007), in cui Cate Blanchett ha interpretato Bob Dylan
L’idea di partenza per il film era quella di un’opera teatrale. Quando qualcuno ti fa una proposta così folle, devi assolutamente dire di sì. Solo pochi potrebbero rappresentare un personaggio in 6 parti con 6 attori diversi, ma tutti noi eravamo in questo viaggio e volevamo sapere dove ci avrebbe portato. Io stavo girando Elizabeth: The Golden Age, e se lo vedete noterete che continuavo a perdere peso per tutto il film, perché mi stavo preparando al ruolo che avrei dovuto fare. Adoro Bob Dylan, mentre lo studiavo ero totalmente presa da lui, ed è stato l’unica volta che mio marito è stato geloso. Non so se ha mai visto il film, io comunque non ci ho mai parlato.

Il successivo film affrontato da Cate Blanchett è stato Blue Jasmine (Woody Allen, 2013), grazie al quale ha ottenuto l’Oscar come migliore attrice protagonista
Penso che come avviene per molti registi sceneggiatori, la regia avviene attraverso il testo, per cui una grande sceneggiatura o testo teatrale contengono già molte informazioni, e a quel punto si tratta solo di fare gioco di squadra. Liv Ullmann era venuta in Australia per dirigere una versione teatrale di Un tram che si chiama Desiderio, in cui io avevo interpretato la protagonista Blanche. In seguito l’abbiamo portato in America, e credevo che Woody l’avesse visto, considerando le somiglianze fra le due opere. Quando gliel’ho chiesto, lui mi ha detto che non l’aveva visto e non voleva sentire parlare di Un tram che si chiama Desiderio. Il mio corpo conservava però qualcosa di quel ruolo e questo mi ha aiutata molto. Nel cinema non funziona molto l’eccesso di pensiero e c’è chi dice che le prove servono solo per riportare l’attore indietro all’atmosfera iniziale, che era già quella ottimale.

L’ultimo film da lei interpretato affrontato da Cate Blanchett è stato The Aviator (Martin Scorsese, 2004), grazie al quale ha conquistato l’Oscar come miglior attrice non protagonista nei panni di Katharine Hepburn
Sono cresciuta divorando i film con Katharine Hepburn e ammirando la strada che lei ha aperto alle donne al cinema. Stavo lavorando a The Missing di Ron Howard, e il mio agente mi ha chiamata dicendo che Martin Scorsese mi aveva cercata e mi avrebbe richiamata dopo mezz’ora. Io stavo accanto al telefono tremando, come se avessi il Parkinson. Non ricordo niente della chiamata, so solo di avere detto sì, entusiasta di lavorare con lui. Solo quando ho realizzato la difficoltà della parte mi sono spaventata.

Cate Blanchett ha poi scelto di mostrare al pubblico una scena di un film a cui lei non ha partecipato ma a cui tiene particolarmente, cioè La sera della prima (John Cassavetes, 1977)
Consiglio caldamente a chi non avesse visto questo film di vederlo, perché è straordinario. È la storia di un’attrice di Broadway che vede arrivare il suo tramonto. La recitazione e il ruolo di Gena Rowlands sono straordinari, perché riesce a entrare in quello spazio fra il ruolo e la persona che lo interpreta; ha una capacità straordinaria di creare l’emozione di una persona che si distrugge mentre crea un personaggio. È stata grande fonte di ispirazione per me.

In chiusura di incontro, Cate Blanchett si è prestata a un ultimo veloce gioco, ovvero associare una parola a 3 grandi registi con cui ha lavorato. A Martin Scorsese ha associato la parola ilare, mentre per Woody Allen ha scelto enigma. Steven Spielberg invece? La riposta è stata vorace.

Source

Cate Blanchett brinda a champagne nella Coppa Volpi – Read Article Here

The House with a Clock in Its Walls – New Behind The Scenes Still + Interviews

The House with a Clock in Its Walls – New Behind The Scenes Still + Interviews

Hello Everyone!

“The House with A Clock in Its Walls” is being released in some parts of the world; it opened this weekend in Spain and will be opening in some parts of Latin America and Middle East during this month. Today we have some interviews and a new behind the scenes still with Cate and Eli. Enjoy!

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The House with A Clock in Its Walls – Interviews

The House with A Clock in Its Walls – Interviews

Hello Everyone!

“The House with A Clock in Its Walls” has been released in Spain today so we are getting some new interviews, here we have four. Enjoy!

‘La casa del reloj en la pared’: ¿Que harían Cate Blanchett y Jack Black con super poderes?

No pueden ser más majos.

Hoy, jueves 11 de octubre, llega a los cines la nueva apuesta de Steven Spielberg como productor, ‘La casa del reloj en la pared’. Esta comedia fantástica llena de aventuras y magia ha sido dirigida por el hasta ahora salvaje Eli Roth, que cambia totalmente de registro, y tiene al frente del reparto rostros tan populares como Cate Blanchett o Jack Black. Con motivo del estreno, nos reunimos con los actores en Londres para que nos contasen cosas como algo que nos rondaba en la mente desde que vimos la cinta, ¿para qué usarían sus poderes si los tuviesen en la vida real?.

La película adapta la novela de mismo nombre escrita por John Bellairs en 1973, e ilustrada por el mítico Edward Gorey. Esta nos cuenta la historia de Lewis, un huérfano que llega a la casa de su tío para descubrir que sus paredes guardan todo tipo de mágicos secretos. ¿Listos para descubrirlos en el cine?

Cate Blanchett: “Una no hace un filme para su propio placer”

La actriz australiana estrena hoy ‘La casa del reloj en la pared’

Se ha ganado con justicia un sitial entre las mejores actrices de Hollywood gracias a una serie de fabulosas interpretaciones que le han dejado dos Oscar y otras cinco nominaciones al premio más importante del cine. Pero si algo ha distinguido la carrera de Cate Blanchett es su predisposición a hacer todo tipo de películas, lo cual ha contribuido a que no sólo sea respetada sino también popular: El señor de los anillos, El hobbit, Indiana Jones y el reino de la calavera de cristal… En la misma línea se inscribe su papel en La casa del reloj en la pared , la incursión de Eli Roth en el cine familiar, en el que encarna a una bruja de apariencia muy normal que debe ayudar a un niño y al mago que encarna Jack Black a salvar al planeta de un terrible final.

El director imaginó a la bruja más poderosa de la Tierra y pensó en usted. ¿No le parece extraño?

No tengo la menor idea. A mí me atrajo la posibilidad de trabajar con Eli Roth, además de que había leído el primer libro de la serie cuando era niña. Las combinaciones inusuales me resultan muy atractivas. El hecho de que él tenga una trayectoria haciendo cine de horror y de pronto haya sido invitado a hacer un filme familiar me pareció muy especial. No sólo sabe cómo asustar a la audiencia sino que además es un gran cinéfilo. Me impresionó su amor y sus conocimientos sobre cine y específicamente sobre el mundo de Amblin. La idea de interpretar a una bruja que ha perdido su magia también me resultó muy atractiva.

¿Cuál es su relación con la magia?

La magia me hace gritar de emoción. Si en este momento entrara un mago, cortara un limón y sacara de dentro una carta que hubiese tenido que adivinar, me pondría a gritar de felicidad de forma incontrolable como si tuviera 5 años. Me fascina todo lo que tenga que ver con la magia, ya sea levitación o trucos con cartas…

¿Estaba buscando un filme que sus hijos pudieran mirar?

No necesariamente. Mi hijo mayor tiene 16 años y ha visto de todo. Cuando me enviaron el guión de este filme, le dije que iba a dirigirlo Eli Roth. Él me preguntó si no era el que hacía las películas de terror. Cuando le dije que sí, comentó que poner a Eli Roth en un filme de Amblin era puro combustible. Le pregunté si le parecía que tenía que decirles que sí y me respondió: “Por supuesto”. Siempre le pido su opinión. Pero particularmente en un proyecto como éste, yo quería saber si era algo que iría a ver cuando estuviese en los cines. Una no hace un filme para su propio placer. Se hacen muchas, y tienes que pensar si vas a poder llegar a la audiencia a la que le estás apuntando como actriz.

En mayo cumplirá 50. ¿De qué manera encara la siguiente década de su carrera?

¿Le preguntará lo mismo a Jack Black cuando le entreviste? A mí me encanta la historia y tengo muy presentes a todas las actrices que han pasado antes y gracias a las cuales he tenido tantas oportunidades. Siento que una vez que llegas a cierta posición es importante convertirte en mentora de las actrices jóvenes que vienen detrás. Eso me interesa más que pensar qué futuro tengo como actriz.

¿Como ve el movimiento del #MeToo al año de su inicio?

He estado leyendo mucho ultimamente sobre el movimiento feminista de la década del ‘70 y cómo se llegó a la elección de Reagan. Honestamente me ha hecho recordar la película Atrapado en el tiempo. Lo importante es que no sigamos teniendo la misma conversación dentro de 30 años. Algunos cambios han ocurrido muy rápidamente y otros llevará más tiempo que se asienten. Yo creo que la prensa tiene una enorme responsabilidad en el lenguaje que se usa para hablar de esto y cómo se trata el tema. Tampoco me parece que sea un tema aislado que sólo afecta a las mujeres, ni sólo ocurre en la industria en la que trabajo. Pero todos los que participamos en ella estamos muy expuestos y por eso tenemos una responsabilidad para exponer en público la forma en la que efectuamos los cambios y también hacerlo de una manera rápida, positiva y sostenible. En cualquier caso, hay muchas otras industrias que deberían imitarnos.

The House with a Clock in its Walls: interviews

The House with a Clock in its Walls: interviews

Hey everyone!

The House with a Clock in its Walls promotion tour has finished but we are still getting some content. Enjoy the interviews and the scans added to the gallery!

C’est au Magic Castle, l’une des plus anciennes bâtisses de Hollywood où de grands magiciens comme Houdini ont fait leurs débuts que Cate Blanchett nous reçoit. L’Australienne est à l’affiche de «La prophétie de l’horloge», actuellement dans les salles de cinéma en Suisse romande.

Votre personnage du film «La prophétie de l’horloge» est habillée en couleur pourpre constamment. Est-ce votre choix?

Non ma couleur favorite à porter est le noir… Même si on m’a appris dans l’enfance que techniquement cela n’est pas une couleur. C’était intéressant en préparant le tournage de travailler sur les croquis d’Edward Gorey qui illustrent le livre. J’avais lu l’ouvrage dans ma jeunesse et je ne ressemble guère à la description physique de cette sorcière qui est, à la base, une dame de 90 ans qui fume cigarette sur cigarette. Disons que les producteurs dans l’entourage de Steven Spielberg ne voulait pas de cette image pour leur adaptation destinée à un large public.

La maison hantée du film est remplie de pendules en tout genre. Quels sont vos relations avec le temps ou l’heure?

Mon mari et moi avons pris un engagement au soir de notre mariage; celui de ne jamais aller au lit avec nos montres au poignet… Mais je n’en dirais pas davantage (elle éclate de rire).

Êtes vous une fan de magie?

Et comment! Le simple fait de vous rencontrer au Magic Castle qui est devenu un club privé où l’on doit connaître un magicien pour assister aux shows, cela suffit à me faire frisonner. Je pourrais crier de joie si un magicien entrait dans la pièce pour nous faire un simple numéro de cartes. Je retrouve mon âme de 5 ans dès que je vois de la magie. La lévitation m’impressionne à chaque fois car je ne vois jamais les trucages.

Avez-vous pris cela comme un compliment ou une insulte qu’on vous propose d’incarner la plus puissante sorcière au monde de 90 ans?

Je vous avoue que l’idée m’a intrigué car je me demandais bien comment Eli Roth allait réussir cette adaptation. L’intérêt pour moi était surtout de collaborer avec ce réalisateur, réputé pour ses films d’horreur, et qui signe ici son premier long métrage familial. Eli a réussi à conserver le côté frisson qu’il maîtrise totalement tout en faisant une aventure pour toutes les générations.

Certaines critiques comparent «La prophétie de l’horloge» à la série des films« Harry Potter». Êtes vous prête pour une trilogie?

Je ne fonctionne qu’un projet à la fois. C’est vrai qu’il existe plusieurs autres livres que je n’ai pas lu. Je comprends la référence à Harry Potter mais il existe des dizaines d’autres livres sur la magie. La force de «La prophétie de l’horloge» est que le livre est ancré dans la réalité. Vous avez 3 personnages principaux qui ont été brisés par la vie. Le premier est un enfant orphelin, le second est un survivante de l’holocauste et le troisième s’est échappé de sa famille très jeune. Il a connu les horreurs de la guerre et doit se battre pour éviter qu’un sorcier malsain détruise le monde. On est quand même loin de Poudlard, non?

Cela doit aussi être sympa pour vous en tant que maman de faire un film que vos 4 enfants peuvent regarder…

Mon fils aîné, Dashiell, a 16 ans et il regarde déjà des films bien plus élaborés que celui-là. Il adore voir l’histoire du cinéma et me parlait récemment des films de Bogard qu’il a adorés. D’ailleurs, je ne vous cache pas que c’est lui qui m’a poussé à accepter «La prophétie de l’horloge». Quand je lui ai dit qu’Eli Roth serait le réalisateur, Dashiell m’a répondu: «Fonce maman, ca va être de la bombe!» Comment dire non après cette réflexion.

Êtes vous une fan des films d’horreur ou du macabre?

Quand j’ai quitté la maison familiale pour aller à l’école d’arts dramatique, j’ai habité dans une maison où un meurtre avait été commis. Au début j’espérais tous les soirs y voir un fantôme ou un esprit. Quelques mois plus tard, j’ai appris que la personne avait été assassinée dans la chambre où je dormais. Mais comme je n’avais pas d’argent, j’étais vraiment désespérée pour trouver une chambre dans une colocation. Je suis restée dans cet endroit trois ans car c’était le loyer le plus abordable que j’avais trouvé. Je n’ai rien vu, ni entendu, pendant toute cette période. Mais le jour où j’ai quitté cette maison, en refermant la porte de la chambre, je vous jure que j’ai entendu une voix dire «Cate». A ce jour, je ne sais toujours pas si c’était un bruit, un truc dans ma tête ou un esprit.

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Michele Manelis talks to Cate Blanchett about casting her spell in family movie The House With a Clock in Its Walls.

Your new film, The House with a Clock in Its Walls, is about a mysterious house. How do you feel about magic?

Magic makes me scream. Literally. If a magician was to walk in here now and cut open a lemon and find the card that I’d guessed, I would scream uncontrollably like a 5-year-old. I’m a total sucker for magic, levitation, whatever, card tricks.

So, is that what attracted you to this movie?

A huge draw, apart from loving the book as a child, was to work with [director] Eli Roth. It’s those unusual unexpected juxtapositions that I find really enticing. And given his history as a horror director, the fact that he was asked to make a family film, I thought that was going to be something. I like magic, and the idea of playing a witch whose magic was broken I found quite touching.

This is not your first movie which addresses otherworldly creatures.

True. I made a movie years ago with Sam Raimi called The Gift, a little film, which was really special for him to make. It was set in Savannah and Savannah has definitely got some uga buga going down there. I was playing a psychic, a clairvoyant. And so I met a lot of clairvoyants in Los Angeles for research.

Did they tell you anything interesting?

One of them said to me: “You’re going to play a writer who’s ahead of their time. She has short hair; she gets killed for what she writes. Her name is something like Guaven, Gueven, and you’re going to have two bodyguards.” And I went, “Me? Bodyguards? You’ve got to be kidding.” And I found myself two years later on the set of Veronica Guerin, who was a journalist who got shot for what she wrote about the underworld. And because the John Gilligan case had opened up (the man who was convicted of her murder), the producers had put bodyguards on set. And so, I was coming from set, covered in blood, having just shot the scene where she was killed. I had short hair and I was walking to the car and I turned around to talk to someone and there were two bodyguards there. I had a flashback, thinking “She said this two years ago!” Creepy! She also said I’d have four kids when at the time I had no kids. And that came to pass as well.

You’ve been outspoken about the #metoo movement. What is your assessment of where things are now?

I’ve been reading a lot lately about the women’s movement in the 70s and the lead up to the election of Reagan and it does seem a little bit like Groundhog Day. I think the important thing is that we’re not having the same conversation in 30 years time. And some changes will happen and have happened very quickly and some changes will take longer. And I think the media has an enormous responsibility in the way they use language around this conversation and how it’s reported on. And that this is not seen as being an isolated issue just for women, or for women in this industry, but it’s in every industry.

You’re bringing up children in an affluent environment. How will you make sure they’re not spoiled?

Unfortunately money is an issue. We live in a very capitalist world, capitalism is rampant and the centralisation of wealth, the divide between the haves and the have-nots is growing, and that trend is going deeper and deeper by the day. So, I think the kids are very aware of their relative privilege. And on the couple of missions that I’ve been on with UNHCR, I’ve taken the children with me, obviously not in dangerous situations, but I think it’s important to expose them to current events, to expose them to other people’s experiences and to not bring them up in an isolated bubble.

After raising three boys, how did the dynamic change with adopting a little girl?

I wasn’t a girl who grew up thinking I would love to have kids and it wasn’t because I didn’t like children. But then I met my husband and we had a child and we talked about adopting after our first child and then we had another child and talked about adopting. So it wasn’t about having a little girl. We felt like we had space in our lives and I am so proud of my three boys for the way they have welcomed her into their lives and she is so lucky to have them and they are very lucky to have her. She is a blessing.

• Cate Blanchett’s The House with a Clock in its Walls is in theatres now.

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